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Gianluca Pecoraro: una serie A1 da protagonista

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 gianluca pecoraro 2015

02.11.15 – Riprendiamo con piacere l’articolo-intervista pubblicato sul sito del Comitato trentino della Federazione Italiana Tennis che ha per protagonista il telvato Gianluca Pecoraro, classe 1995, ormai più che una promessa nel mondo del tennis.
 
Una serie A1 da protagonista. Una gran bella soddisfazione per un tennista trentino che veste la maglia del circolo in cui è cresciuto e maturato, l’Ata Battisti.
Con una responsabilità importante in più, perché domenica scorsa Gianluca Pecoraro ha dovuto indossare gli scomodi panni di primo singolarista nel confronto con i romani del Circolo Tennis Due Ponti. Per ritrovarsi dall’altra parte della rete non un avversario qualsiasi, ma un “certo” Potito Starace, 34enne campano di Cervinara, numero 27 al mondo nel 2007.
Una sfida difficile interpretata con personalità e determinazione dal 20enne valsuganotto di Telve, che con Starace aveva già perso lo scorso giugno nelle semifinali dell’Open di Schio
“Allora ci eravamo affrontati sulla terra rossa e avevo avuto poche chances – conferma Gianluca – stavolta sul veloce è stata una partita diversa anche perché su questa superficie mi sento più a mio agio. Peccato per il tie-break, lì purtroppo si è vista tutta la differenza di esperienza, nel secondo set ero avanti 4-3 con il servizio ma mi sono un po’ disunito e lui ne ha subito approfittato. Sono errori che non ti puoi permettere con avversari di quello spessore. Comunque sono soddisfatto del livello del mio tennis, e soprattutto del fatto che sto mantenendo una buona continuità di rendimento.” 
Pure con la pressione di dover scendere in campo come numero uno:
“Un po’ di tensione all’inizio l’ho avvertita, ma devo dire che pesa di più dover giocare per vincere a numero tre o quattro. Se affronti i giocatori di miglior classifica in fondo sei più tranquillo, perché non hai nulla da perdere.”
Adesso l’Ata è attesa da due insidiose trasferte, a Prato e Schio, che chiuderanno questa prima fase del torneo. Con quali prospettive?
“La salvezza è un obiettivo sicuramente alla nostra portata. Con Bellotti e Grigelis sono convinto che avremmo potuto fare un pensierino al secondo posto nel girone. Sarà importante cercare di raggiungere almeno il terzo posto, per avere come un anno fa un piccolo vantaggio nei play-out.” 
Torniamo a te, con le buone prove in serie A1 stai chiudendo la stagione decisamente in crescendo. La vittoria con il 2.1 romano di Schio Giulio Di Meo è stata una piccola perla, ottenuta con una prova di grande carattere e serietà, senza cadere nelle provocazioni dell’avversario
“Già, quando è andato sotto nel punteggio ha provato a distrarmi in tutti i modi ma io sono riuscito a rimanere sempre concentrato e a pensare soltanto a una cosa: vincere la partita. Per me, e soprattutto per la squadra. Quest’anno non ho iniziato benissimo, condizionato anche da qualche risultato negativo. Poi da maggio sono riuscito a esprimermi meglio, a ritrovare fiducia e convinzione. E’ stato fondamentale cambiare atteggiamento, quando sono rientrato all’Ata dall’esperienza del Rungg giocavo più da dietro, da terraiolo, con Max (Labrocca) abbiamo lavorato molto sul servizio e sul rovescio, un colpo che ho migliorato tantissimo, ho cominciato a entrare più dentro il campo e a impostare un gioco più aggressivo, che mi si addice maggiormente per conformazione fisica.”
Per questo forse hai frequentato meno i tornei Itf rispetto alla scorsa stagione 
“Avendo modificato il modo di giocare ho puntato soprattutto sugli Open per trovare sicurezza e regolarità. E’ andata bene anche se resta il rammarico per la finale persa a Peschiera, una partita che potevo tranquillamente portare a casa e che invece ho perso 64 al terzo set. Peccato perché con quel risultato magari a fine stagione avrei potuto passare 2.2 anziché 2.3. Qualche buona partita però l’ho disputata anche nei Futures. Di sicuro il prossimo anno cercherò di fare più esperienza a livello internazionale, il livello lì è molto alto e trovi tanta gente affamata, per questo dovrò lavorare molto durante l’inverno per prepararmi al meglio, sia sotto l’aspetto tecnico che atletico.”
Intanto sta crescendo molto anche tuo fratello Pietro
“Vero, è migliorato molto in questi ultimi mesi. Ci alleniamo spesso insieme, credo di essere un buon stimolo per lui”.
E Gianluca dove deve migliorare per salire ancora?
“Sotto tutti i punti di vista. In campo devo osare di più, essere meno attendista e seguire l’istinto. Con coraggio, senza paura di rischiare.”

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